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CIRCOLO DIDATTICO VIA LE GRAZIE -
RECANATI
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(delibera
n. 24 del 26 ottobre 2007)
PARTE I. ORGANI COLLEGIALI
Art. 1 Competenze dei
membri del Consiglio
I membri del
Consiglio di Circolo possono, durante l'orario di servizio, accedere agli
Uffici di Segreteria della Direzione Didattica per avere tutte le informazioni
ed esaminare gli Atti relativi alle materie di competenza del Consiglio di
Circolo.
Ripartizione delle
competenze con gli altri Organi Collegiali
MATERIA CONSIGLIO COLLEGIO DOCENTI CONSIGLIO
DI CIRCOLO INFANZIA PRIMARIA INTERCLASSE/INTERSEZIONE
1.Criteri Formazione delle classi sì sì sì
2.Orario lezioni sì sì sì
3.Approvazione P.O.F. sì sì* sì* sì
4.Sperimentazione sì sì* sì* sì
5.Attività scolastiche-adattamento sì si* sì*
6.Corsi/attività di recupero/sostegno
e
attività scolastiche integrative sì sì* sì* sì
7.Attività sportive, ricreative sì sì* sì*
- partecipazione
8.Visite guidate e viaggi di istruzioni sì * sì sì si
9. Approvazione, verifica Programma Annuale
si*
10.Approvazione Conto Consuntivo si*
11. Attività negoziali **
* Compete la decisione definitiva
**Le attività negoziali che
necessitano di preventiva deliberazione del Consiglio di Istituto sono quelle
indicate dall’art. 33 del D.I. n. 44/2001 comma 1), mentre per quelle indicate
al comma 2) del medesimo articolo il Consiglio stabilirà, con apposita
deliberazione, limiti e criteri per le attività negoziali svolte direttamente
dal Dirigente Scolastico.
Art. 2 Prima convocazione
del Consiglio di Circolo
La Circolare Ministeriale
16 Aprile 1975, n. 105 p. 1242 prevede che la convocazione del Consiglio di
Circolo, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri, è disposta
dal Dirigente Scolastico.
Nella prima seduta,
il Consiglio è presieduto dal Dirigente Scolastico, ed elegge il Presidente, il
Vicepresidente, il Segretario e la Giunta Esecutiva.
Art. 3 Elezione del Presidente e del
Vicepresidente del consiglio di Circolo - Elezione della giunta Esecutiva
II Presidente deve
essere scelto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni, alla sua elezione
partecipano tutti i componenti il Consiglio. Trattandosi di persona, la
votazione deve avvenire a scrutinio segreto.
L'adunanza è
validamente costituita se sono presenti almeno la metà più uno dei componenti (quindi
almeno 10 consiglieri su 19 membri).
Per la validità dell'elezione del Presidente la legge richiede:
- la maggioranza assoluta dei componenti il
Consiglio in prima votazione (es. presenti 16 membri, maggioranza richiesta 10
voti);
- la maggioranza relativa dei
votanti, qualora la prima votazione sia stata infruttuosa (es. presenti 16
membri, voti attributi: 8 al genitore A; 5 al genitore B; 3 schede bianche;
risulta eletto il genitore A).
A parità di voti si
esegue un'ulteriore votazione solamente tra i due genitori in ballottaggio:
risulta eletto il genitore che riceve più voti.
Per la elezione del
Vicepresidente, scelto tra i rappresentanti dei genitori, valgono le modalità
previste per l'elezione del Presidente.
Il Consiglio di
Circolo elegge nel suo seno una Giunta Esecutiva, composta di un docente, di un
non docente e di due genitori.
Della Giunta fanno parte di
diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede, ed il Direttore dei Servizi
Generali e Amministrativi, che svolge
anche funzioni di segretario della Giunta stessa.
Il docente, il non docente ed i due genitori sono
eletti da tutti i membri del Consiglio di Circolo, e con voto segreto in quanto
trattasi di persone.
Nel caso di parità di voti tra più membri del
Consiglio vale quanto previsto per l'elezione del Presidente.
Nella Giunta Esecutiva non possono essere rieletti
membri già dichiarati decaduti per assenteismo.
Le funzioni di Segretario del Consiglio di Circolo
sono affidate dal Presidente ad un membro del Consiglio stesso.
Art. 4 Discussione - votazione – deliberazione
La discussione costituisce il momento sostanzialmente
più importante, perché il Collegio conosce l'oggetto della deliberazione e gli
interessi da valutare. Il Presidente ha la facoltà di disciplinare il numero e
la durata degli interventi e di far trattare solo le materie che siano poste
all'ordine del giorno, facendo rispettare, altresì, l'ordine di trattazione
degli argomenti stabilito nell'avviso di convocazione.
Per quanto riguarda le cosiddette "varie ed eventuali"
con cui si usa chiudere l'o.d.g. dei lavori, i vari consiglieri possono fare
richiesta, al Presidente, di fissare l'argomento di discussione di un punto
all'o.d.g. della prossima riunione.
Dichiarata chiusa la discussione, il Presidente dà
inizio alla votazione, qualora non ci sia richiesta di dichiarazioni di voto.
Due sono le forme di votazione:
a) la valutazione tacita o implicita che si ha quando
nessuno chiede di parlare dopo che il Presidente ha annunciato che se nessuno
chiede la parola l'oggetto si intende approvato all'unanimità;
b) la votazione palese o espressa, che può effettuarsi:
- per alzata di mano;
- per appello nominale: vi si ricorre per iniziativa del
Presidente o su richiesta di un consigliere;
- per scheda segreta: vi si ricorre quando la votazione
riguardi determinate o determinabili persone.
"Le deliberazioni sono adottate a maggioranza di
voti, validamente espressi".
La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta
per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno
che non si riscontri che il numero dei votanti è diverso da quello dei voti
espressi.
La proclamazione del risultato della votazione è fatta
dal Presidente. Oltre all'esito della votazione, il Presidente annuncia se
quanto ha costituito oggetto della deliberazione è stato approvato o non
approvato.
La proclamazione dell'esito della votazione sanziona
ufficialmente il deliberato dell'Organo.
La deliberazione è l'atto che contiene la
"volontà" del collegio formatesi nel momento in cui il Presidente ha
dichiarato l'esito della votazione.
La deliberazione, essendo un provvedimento
amministrativo, contiene tutti gli elementi proprio dell'atto amministrativo, e
cioè:
- l'intestazione
- il preambolo
- la motivazione
- il dispositivo
- la sottoscrizione
Copia conforme della deliberazione viene pubblicata
all'Albo della Direzione Didattica.
Art 5 Verbali
II verbale della seduta è l'unico documento
che fa fede dello svolgimento dell'adunanza e delle deliberazioni prese e deve
quindi riportare ciò che giuridicamente interessa.
Il verbale è steso dal segretario del
Consiglio su apposito registro a pagine numerate e si compone di tre parti:
Nel verbale devono essere assunte anche le
eventuali dichiarazioni di voto e se si è votato a scheda segreta nei casi in
cui riguardi singole persone.
I membri del Consiglio hanno la facoltà di
produrre il testo della loro dichiarazione oppure di dettarlo direttamente al
segretario. Nella stesura del verbale non si possono lasciare spazi in bianco.
II verbale viene
firmato da chi presiedeva la seduta del Consiglio e dal segretario.
Il verbale, per evidenti difficoltà di ordine
pratico, viene compilato entro e non oltre dieci giorni dalla data della
seduta.
La lettura e
l'approvazione nella seduta successiva verrà fatta solo su iniziativa del
Presidente
o su richiesta di un singolo consigliere.
Art. 6 Decadenza
Si hanno due tipi di
decadenza:
a) quando il consigliere perde i requisiti per essere eletti in
Consiglio (insegnante o non docente che cessi dal servizio, genitore il cui
figlio non sia più iscritto alle scuole del Circolo).
Il Consiglio deve
prendere atto della decadenza di un consigliere nella seduta successiva al
determinarsi della causa che la origina, ma il consigliere non può partecipare
alle adunanze successive alla perdita del requisito;
b) per la mancata partecipazione ai lavori dell'Organo Collegiale,
senza giustificato motivo, per tre sedute consecutive (art. 38 D. Lgs.vo
297/94).
I membri decaduti vengono sostituiti dai primi dei candidati non eletti
nelle rispettive liste. In caso di esaurimento delle liste si procede ad
elezioni suppletive.
Spetta al Consiglio
individuare il candidato che deve subentrare ed accertarne il possesso dei
requisiti; spetta invece al Dirigente Scolastico emettere l'atto formale di
nomina.
Il membro
subentrante decade dal mandato, contemporaneamente agli altri componenti, al
termine di durata dell'Organo Collegiale.
Il Consiglio di
Circolo funziona sino a nuove elezioni anche se privo di alcuni membri cessati
di farne parte, purché i membri in carica non siano inferiori alla maggioranza
dei componenti il Consiglio.
Art. 7 Attribuzioni del Presidente del
Consiglio di Circolo
II Presidente del Consiglio di Circolo
assicura il regolare funzionamento del Consiglio e svolge tutte le iniziative
necessarie per garantire una gestione democratica della scuola e la piena
realizzazione dei compiti del Consiglio. In particolare:
a) convoca il
Consiglio di Circolo, ne presiede le sedute e adotta i necessari provvedimenti
per il regolare svolgimento dei lavori;
b) esamina le proposte della Giunta Esecutiva,
dei membri del Consiglio e degli altri Organi della Scuola;
e) prende contatti
con il Presidente del Consiglio di altri Circoli;
d) può accedere
alle scuole anche durante l'orario di lezione;
e) può essere
chiamato a partecipare con voto consultivo ai lavori della Giunta Esecutiva.
In caso di assenza o di impedimento temporaneo
del Presidente le sue funzioni e prerogative sono attribuite al vicepresidente
del Consiglio di Circolo.
Art. 8 Commissioni
di lavoro
II Consiglio di Circolo può costituire, per
materie di particolare rilievo e importanza, commissioni di lavoro formate dai
consiglieri stessi e coadiuvati, all’occorrenza, da persone esperte e
competenti estranee al Consiglio di Circolo.
Le commissioni di lavoro non possono avere
alcun potere decisionale e svolgono la propria attività secondo le direttive e
le modalità stabilite dal Consiglio.
Art. 9 Variazione all’o.d.g.
Su richiesta di un
terzo dei componenti è possibile discutere e deliberare su argomenti che non
sono all'ordine del giorno.
La proposta è
illustrata da un solo proponente. E' consentito ad altro membro del Consiglio
di illustrare brevemente i motivi contrari alla proposta di variazione.
Art. 10 Pubblicità degli Atti
La pubblicità degli
Atti del Consiglio di Circolo, disciplinata dall'ari. 43 del T.U. 297/94, deve
avvenire mediante affissione in apposito Albo di Circolo della copia integrale,
sottoscritta ed autenticata dal Segretario del Consiglio, del testo delle
deliberazioni adottate dal Consiglio stesso.
L'affissione avviene
entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio.
La copia delle deliberazioni deve rimanere esposta per un periodo di
dieci giorni.
I verbali e tutti
gli Atti scritti preparatori sono depositati nell'Ufficio di Segreteria della
Direzione e, per lo stesso periodo, sono esibiti a chiunque ne faccia
richiesta.
La copia della
deliberazione da affiggere all'Albo è consegnata al Direttore Didattico dal
Segretario del Consiglio; il Direttore Didattico ne dispone l'affissione
immediata e attesta in calce ad essa la data iniziale di affissione.
Non sono soggetti a
pubblicazione gli Atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo
contraria richiesta dell'interessato.
Si osservano inoltre
le disposizioni in materia di accesso ai documenti amministrativi, di cui alla
Legge 241/90.
Art. 11 Convocazione degli Organi Collegiali
La convocazione
degli Organi Collegiali viene disposta con un congruo preavviso - di massima
non inferiore a cinque giorni - rispetto alla data delle riunioni. Solo in casi
urgenti o per gravi motivi, i Presidenti dei vari Organi Collegiali possono
disporne la convocazione immediata.
La convocazione
viene effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell'Organo Collegiale o
mediate affissione all'Albo della Scuola di apposito avviso. La lettera e
l'avviso di convocazione devono indicare gli argomenti da trattare e da
deliberare nella seduta.
Di ogni seduta viene
redatto processo verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario entro il
termine massimo di dieci giorni, su apposito registro a pagine numerate.
Le riunioni dei vari
Organi Collegiali sono valide solo se presenti la metà più uno dei componenti
in carica (è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti)
Art. 12 Convocazione del Consiglio di Circolo
e della Giunta Esecutiva.
Il Consiglio di
Circolo è convocato dal Presidente, o in sua assenza, dal Vicepresidente.
Le lettere di
convocazione vengono redatte e inviate dal personale addetto alla segreteria
della Direzione Didattica.
La sede della riunione è fissata
presso i locali della Direzione Didattica.
Il Consiglio può decidere di riunirsi
anche nelle sedi scolastiche del circolo.
Il Consiglio viene
convocato per il giovedì alle ore 18.00 o, eccezionalmente, in altro giorno
della settimana alla stessa ora.
Il Presidente della
Giunta Esecutiva, di intesa con il Presidente del Consiglio di Circolo,
predispone l'ordine del giorno indicando con precisione gli argomenti da
trattare.
L'avviso di convocazione viene
recapitato all'interessato per mezzo dei loro figli, alunni.
L'iniziativa della convocazione, può, invece, essere esercitata in via
eccezionale:
a) dal Consiglio
stesso (autoconvocazione)
b) da un terzo dei
componenti del Consiglio stesso
c) dai Consigli di
Interclasse.
Nei casi b) e c) la
richiesta di convocazione (sottoscritta dai consiglieri o rappresentanti di
interclasse) deve essere rivolta al Presidente e deve indicare gli argomenti di
cui si chiede la trattazione.
Il Presidente del
Consiglio di Circolo è obbligato nei casi b) e c) a convocare il Consiglio stesso
entro dieci giorni dalla data di presentazione della richiesta.
La Giunta Esecutiva
è convocata dal Dirigente Scolastico, presso i locali della Direzione Didattica
mediante avviso contenente giorno, ora e argomenti di discussione.
Il Dirigente è tenuto
a convocare la Giunta Esecutiva su espressa e sottoscritta richiesta di un
terzo dei suoi componenti
Art.13 Convocazione del Collegio dei Docenti
II Dirigente
Scolastico convoca il Collegio dei Docenti ogniqualvolta ne ravvisi la
necessità oppure quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia
richiesta; comunque almeno una volta per ogni trimestre o quadrimestre..
Art. 14 Convocazione dei
Consigli di intersezione e di Interclasse
II Consiglio di Intersezione o di Interclasse
è convocato dal Dirigente Scolastico di propria iniziativa o su espressa e
motivata richiesta della maggioranza dei suoi membri. Di regola il Consiglio si
riunisce almeno una volta al mese.
Su richiesta di un terzo dei membri del
Consiglio di Circolo il Dirigente Scolastico ha la facoltà di convocare i
Consigli delle Interclassi.
Art. 15 Convocazione del Comitato per
la valutazione del servizio degli insegnanti
II Comitato per la valutazione del servizio
degli insegnanti è convocato dal Dirigente Scolastico:
a) ogni qualvolta i docenti interessati richiedano la valutazione del
servizio di cui all'art. 448 del T.U. 297/94,
b) per l'esercizio delle competenze previste degli art.. 440 e 501 del
T. U. 297/94 in materia di anno di formazione del personale docente del circolo
e di riabilitazione del personale docente.
Art.
16 Competenze degli Organi Collegiali
I Consigli di Intersezione e di Interclasse e
il collegio dei Docenti operano nell'ambito delle competenze loro attribuite
rispettivamente dagli art. 6 e 7 del T.U. 297/94.
II Consiglio di Circolo e la Giunta Esecutiva
operano nell'ambito delle competenze attribuite dagli artt. 8 e 10 del
T.U.297/94.
Di ogni seduta dell'Organo Collegiale viene
redatto, a cura del Segretario dell'Organo, processo verbale, firmato dal
Presidente e dal Segretario, e steso su apposito registro a pagine numerate.
Art.17 Programmazione dell'attività degli Organi Collegiali
Ciascuno degli Organi Collegiali programma le
proprie attività nel tempo in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di
realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività
stesse. A tal proposito raggrupperà a date, prestabilite in linea di massima,
la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la
necessità di adottare decisioni, proposte o pareri.
Art. 18 Svolgimento coordinato delle attività
degli Organi Collegiali
Ciascun Organo collegiale opera in forma coordinata con gli altri
Organi che esercitano competenze parallele, ma con rilevanza diversa, in
determinate materie. Ai fini di cui al presente comma, si considerano anche le
competenze in materia diversa, di un determinato Organo, quando il loro esercizio
costituisca presupposto necessario ed opportuno per l'esercizio delle
competenze di altro Organo Collegiale.
Art. 19 Programmazione
e coordinamento delle attività dei Consigli di Interclasse e del Collegio dei Docenti
Le riunioni dei
Consigli di Interclasse e del Collegio dei Docenti devono essere programmate
secondo i criteri stabiliti dall'alt. 7 e coordinate con quelle di altri Organi
Collegiali, secondo i criteri stabiliti dall'ari. 8.
Le riunioni dei
Consigli di Interclasse e del Collegio dei docenti hanno luogo durante l'orario
di servizio, in ore non coincidenti con l'orario di lezione.
Art. 20 Libertà di
voto e di espressione
I componenti dei vari Organi Collegiali
agiscono in virtù di una propria libertà di espressione e di voto e non possono
in alcun modo essere ripresi, o fatti oggetto di richiamo e provvedimenti
disciplinari per le opinioni espresse nell'ambito dei lavori dei predetti
Organi.
Art. 21 Locali
scolastici
II Dirigente Scolastico, dietro richiesta
degli interessati, è tenuto a mettere a disposizione dei genitori e degli
insegnanti, i locali della Scuola, per riunioni da tenersi al di fuori
dell’orario delle lezioni.
Il Dirigente Scolastico, quando vi siano
pluralità di richieste o per esigenze di servizio del personale di custodia,
può variare, d'accordo con gli interessati, il calendario delle suddette
riunioni.
PARTE II.
CRITERI GENERALI STABILITI DAL CONSIGLIO DI CIRCOLO
Art. 22 Visite guidate e
viaggi di istruzione: aspetti normativi; organizzativi e amministrativo-contabili.
Le uscite in orario scolastico connesse con la
programmazione didattica e coerenti con gli obiettivi del POF sono autorizzate
dal Dirigente Scolastico: per dette uscite deve essere predisposta una
pianificazione all’inizio dell’anno scolastico e deve essere ottenuta
preventivamente l’autorizzazione dei genitori o di chi per essi. In caso di autorizzazione per tutto l’anno le
famiglie devono, comunque, essere avvisate ogni volta che gli alunni si
allontanano da scuola.
L’autorizzazione del Dirigente Scolastico sarà rilasciata di volta in volta,
su richiesta scritta degli insegnanti con indicazione della data in cui si
intende effettuare l’uscita, dell’orario, della destinazione, del mezzo usato,
del numero degli alunni e del numero degli accompagnatori presenti.
I viaggi di istruzione e le visite guidate che
vanno oltre l’orario scolastico sono deliberate dal Consiglio di Circolo su
motivata richiesta degli insegnanti e comunque con autorizzazione dei genitori, che devono
essere informati sulla meta, durata del viaggio, mezzo di trasporto, costo del
viaggio.
Le richieste di effettuazione di viaggi di
istruzione o di visite guidate vanno inviate al Presidente della Giunta
Esecutiva secondo il seguente modello:
Circolo
Didattico di Recanati Via Le Grazie
Scuola Primaria ……………………………………… classi ……………
Al Presidente della G.E.
del Consiglio di Circolo
Oggetto: Richiesta di autorizzazione a compiere viaggio di istruzione a
_________
I sottoscritti insegnanti organizzatori
chiedono l'autorizzazione ad effettuare il viaggio di istruzione in programma, assicurando
l'osservanza delle norme stabilite dal Ministero della P.I. e del Regolamento del Consiglio
di Circolo e precisando quanto segue:
1- Scopo
didattico e culturale del viaggio ____________________________
2- Pareri dei Consigli di Interclasse interessati
(espressi in sintesi e con indicazione della data dei verbali) e parere dell'assemblea di classe
_____________________________
3- Data e
durata: giorno ________ dalle ore _____ alle ore ______
4- Numero
delle classi e degli alunni partecipanti _________________
5- Insegnanti ed eventuali esperti ed operatori scolastici in servizio
di accompagnamento (nome e qualifica)
______________________________________________
6- Numero di eventuali genitori partecipanti con oneri propri
___________________
7-
Itinerario____________________________________________
8- Mezzi di
trasporto ________________________________________
9- Garanzie
assicurative (per tutti i partecipanti) __________________________
10- Quote a
carico degli alunni ___________________________________
11- Altre
note : partecipante le intere classi sopraindicate (eventuali eccezioni:___________
motivo_______________)
Nessuno degli alunni è stato escluso per
motivi economici. A tutti i genitori interessati è stato comunicato il
programma particolareggiato. E' stato ottenuto il loro consenso scritto. Gli
insegnanti assicurano assidua vigilanza degli alunni.
Altre note
eventuali _________________________________________
GLI INSEGNANTI ORGANIZZATORI
Parte contabile e amministrativa
Il costo per
l’effettuazione delle uscite, visite guidate, viaggi di istruzione, a carico
delle famiglie, deve essere contenuto per non creare situazioni
discriminatorie. Le quote dovranno essere versate sul c/c del Circolo che
provvederà al pagamento delle fatture emesse dalle agenzie di viaggio.
Partecipazione genitori ed estranei
Potrà essere consentita
anche la partecipazione dei genitori degli alunni, a condizione che non
comporti onere a carico del bilancio dell'Istituto.
Fermo restando il
dovere preminente del personale della scuola della vigilanza sugli alunni, il
Consiglio di Circolo tuttavia può deliberare che alla vigilanza stessa concorra
contrattualmente anche il personale qualificato delle agenzie di viaggio.
Assicurazione alunni
E' resa obbligatoria
non solo per gli alunni, ma anche per tutti i partecipanti al viaggio, sulla
base di quanto puntualizzato dalla C.M. n.214/82, punto 4.7
E' confermato il
divieto di effettuazione di gite nei 30 giorni che precedono la fine delle
lezioni; tuttavia tale divieto non è esteso agli spostamenti di scolaresche
dovuti alla partecipazione ai Progetti inseriti nell'attività ufficiale della
Scuola.
I viaggi di
istruzione della durata superiore ad un giorno e fino ad un limite di sei
giorni possono svolgersi solo nel periodo compreso tra il 1° febbraio ed il 30
aprile di ogni anno.
Art. 23 Vendita di libri o cose agli alunni
Fatte salve le iniziative e/o le
attività previste nell’ambito del P.O.F, è vietata la vendita di qualsiasi
“articolo” agli alunni all’interno dei locali scolastici; è vietata, altresì,
la distribuzione di qualsiasi stampato non autorizzata, per iscritto o con
comunicazione telefonica ai Fiduciari, da parte del Dirigente Scolastico.
Art. 24 Formazione delle
classi prime e continuità educativa
La formazione delle classi prime
viene effettuata assicurando un'equilibrata presenza dei due sessi nelle
sezioni.
Nella seconda
fase, vengono utilizzate le conoscenze cumulate durante la frequenza della
scuola dell’infanzia: le insegnanti della scuola dell’infanzia, dopo anni di
osservazione sistematica, conoscono bene le caratteristiche del comportamento
apprenditivo, partecipativo e relazionale dei bambini che lasciano la scuola.
Le stesse docenti, inoltre, hanno anche una buona conoscenza delle famiglie
degli alunni alle quali, durante la frequenza della scuola dell’infanzia o al
momento dell'iscrizione alla scuola primaria, si è data la possibilità di
manifestare alle insegnanti esigenze e desideri.
Essendo necessarie valutazioni delicate di elementi sui quali spesso è
opportuno il riserbo, le proposte al Dirigente Scolastico in ordine alla formazione
delle classi vengono riservate agli insegnanti delle classi interessate, dopo
aver ascoltato il parere delle insegnanti delle sezioni di scuola dell’infanzia
di provenienza.
L'apporto delle insegnanti della scuola dell’infanzia nel momento della
formazione delle prime classi della scuola primaria, e la trasmissione di una
Scheda informativa sui livelli di sviluppo raggiunti, che accompagna i bambini
dalla scuola dell’infanzia alla primaria
offre agli insegnanti elementi facilitanti la conoscenza dei nuovi
alunni, concorrono efficacemente alla realizzazione della continuità educativa
tra scuola dell’infanzia e scuola primaria.
Qualora le iscrizioni in una classe prima fossero superiori al numero
stabilito per legge (25) e non fosse possibile istituire una doppia sezione, le
iscrizioni da ammettere alla frequenza
saranno individuate sulla base dei seguenti criteri:
·
iscrizione
nel termine ministeriale
·
presenza
nella stessa scuola di fratelli frequentanti
·
residenza
all’interno del territorio di competenza del Circolo.
Art. 25 Formazione delle
liste di attesa nelle scuole dell’infanzia
Qualora nelle scuole dell’infanzia le iscrizioni siano superiori al
numero di posti disponibili, si determinano liste di attesa sulla base dei
seguenti criteri:
·
iscrizione nel termine
ministeriale
·
presenza nella stessa scuola
di fratelli frequentanti
·
età (giorno, mese, anno di
nascita con precedenza di chi è nato prima)
Art. 26 Assegnazione
degli insegnanti alle classi
L'assegnazione
degli insegnanti alle sedi, alle classi e alle sezioni avviene all’inizio di
ogni anno scolastico, prima dell’avvio delle lezioni e dura per l’intero anno
scolastico, tende ad assicurare il
massimo possibile la continuità didattica.
In presenza di
posti vacanti, è prevista la mobilità interna, su domanda da presentare al
Dirigente Scolastico entro il 20 giugno.
Art. 27 Attività
negoziale svolta direttamente dal Dirigente Scolastico
Il Regolamento di Contabilità D.I. n. 44 del
1°/2/2001 prevede e disciplina gli interventi del C.D.C. nell’attività
negoziale di competenza del Dirigente Scolastico per l’attuazione del programma
annuale.
Nei casi previsti dell’art. 33, comma 1, del
Regolamento, il Consiglio di Circolo esaminerà di volta in volta le condizioni
di adesione, accettazione e acquisto,
deliberando in merito ( accettazione e rinuncia di donazioni; adesioni a reti
di scuole o consorzi; utilizzazione economica di opere dell’ingegno;
individuazione del superiore limite di spesa di cui all’art. 34, .…).
Per altre attività negoziali del Dirigente Scolastico
previste dall’art. 33, comma 2, il Consiglio di Circolo stabilisce i seguenti
criteri e limiti per lo svolgimento di
esse.
a) CONTRATTI DI PRESTAZIONE D’OPERA con esperti per particolari insegnamenti ed attività di arricchimento
dell’Offerta Formativa.
Si fa ricorso a personale esterno dopo aver
accertato che tra il personale interno all’istituzione scolastica non
esistano figure professionali idonee e
disponibili.
CRITERI DI
SCELTA
Il contratto di prestazione d’opera, da stipularsi
nei casi previsti dal D.I. 44/01, terrà conto dei seguenti criteri:
·
Titolo specifico per la
prestazione richiesta;
·
Curricolo professionale;
·
Esperienze pregresse nel Circolo con valutazione positiva da parte dei
consigli di classe/sezione;
·
Esperienze pregresse nello stesso campo o affini;
·
Membri di istituzioni o associazioni no profit;
·
Miglior offerta nell’ambito dei parametri previsti e rispondenza
qualitativa alle esigenze progettuali del Circolo.
COMPENSI
ATTRIBUIBILI
- Per il personale appartenente all’amministrazione
scolastica ( esperto dipendente da altra scuola statale) i compensi sono quelli
stabiliti dalle disposizioni normative e dal contratto vigenti.
- Per il
personale estraneo all’amministrazione scolastica si prevede un compenso
massimo orario di € 25,00.
- Nel caso di docente universitario il compenso
è elevabile fino a € 55,00 l’ora, fatti salvi specifici contributi di elevato
interesse scientifico e culturali.
- Compenso forfetario.
I compensi si intendono al lordo di contributi
e ritenute.
b)
CONTRATTI DI
SPONSORIZZAZIONE
Nel rispetto di quanto previsto dall’art. 44 del
Regolamento Amministrativo Contabile, sono consentiti i ringraziamenti o le
menzioni degli sponsor sui materiali informatici e i prodotti realizzati nel
contesto dell’iniziativa.
Non è prevista l’esclusiva di un unico partner di
sponsorizzazione.
La scuola si riserva di distribuire alle famiglie
esclusivamente materiale proprio o proveniente da Enti Pubblici.
c)
UTILIZZAZIONE DA PARTE DI
TERZI DI LOCALI
L’utilizzazione
dei locali e delle strutture scolastiche viene autorizzata dal Dirigente Scolastico nei casi previsti dal
D.I. 44/2001 artt. 33, c.2,lett. c) e 50 in presenza dei seguenti elementi:
·
Orario di utilizzazione dei locali non coincidente con le attività
didattiche curriculari ed extra-curriculari;
·
Indicazione della società e del responsabile;
·
Decorrenza e durata dell’utilizzo
·
Pulizia dei locali
·
E’ fatto divieto di posizionamento di simboli, bacheche, avvisi.
PUNTO III –
FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO SCOLASTICO
Art. 28 Biblioteche di Circolo
II Circolo Didattico è dotato di un sistema di
biblioteche che consta della Biblioteca Magistrale e delle Biblioteche
Scolastiche.
La Biblioteca Magistrale è collocata presso la
Direzione Didattica e funziona secondo il “REGOLAMENTO DELLA BIBLIOTECA
MAGISTRALE”
Le biblioteche
scolastiche sono collocate presso i singoli plessi e raccolgono, oltre ai libri
di continuo impiego, estratti, fotocopie, ciclostilati, riviste occorrenti nel
concreto quotidiano.
Art.29 Palestre
Nelle scuole dotate di palestra i Consigli
di Interclasse provvedono a stabilire una rotazione orario, per garantire a
tutte le classi la possibilità di accesso alla palestra stessa. In caso di
necessità l’uso della palestra è consentito
anche ad altre scuole.
E’ consentito l’uso della palestra al di fuori
dell’orario scolastico previa richiesta dell’Amministrazione Comunale.
Art. 30 Orari
scolastici
Scuola Primaria:
Nella
scuola a tempo pieno “Le Grazie” le lezioni iniziano alle ore 8,20 e terminano
alle ore 16,20 dal lunedì al venerdì per complessive 40 ore settimanali.
Nelle
scuole con modalità modulare “Castelnuovo” e “Montefano”l’orario settimanale,
dal lunedì al sabato per complessive 27 o 30 ore settimanali a seconda che
vengano effettuati 1 o 2 rientri pomeridiani + il tempo mensa, sarà deliberato
dal Consiglio di Circolo, viste le richieste dei genitori e le proposte del
Collegio dei Docenti.
Scuola
dell’Infanzia:
Nelle
scuole dell’infanzia l’orario settimanale viene svolto dal lunedì al venerdì
dalle ore 8,00 alle ore 16,00, tranne
per la scuola “Villa Teresa” che,
per specifica richiesta dei genitori, attua in via sperimentale da vari anni
l’orario dalle 8,00 alle 16,30-
Art. 31 Vigilanza sugli
alunni
Per la vigilanza
sugli alunni durante l'ingresso, la permanenza e l'uscita dalla scuola valgono
le norme seguenti:
a) gli alunni entrano nella scuola nei
cinque minuti che precedono l'inizio delle lezioni, pertanto il personale
docente dovrà trovarsi in aula a cinque minuti dall’inizio delle lezioni;
b) gli alunni in ritardo giustificato
rispetto all'orario di inizio delle lezioni, sono ammessi in classe su
decisione dell'insegnante della classe;
e) gli alunni possono lasciare la scuola per
motivi urgenti prima del termine delle lezioni, solo su richiesta e
accompagnamento dei genitori o dei legali rappresentanti, noti all'insegnante;
d) la presenza degli alunni è obbligatoria,
oltre che alle lezioni, a tutte le altre attività (ricerche culturali, visite
istruttive, attività integrative nella scuola a tempo pieno, ecc.) che vengono
svolte nel contesto dei lavori scolastici;
e) quando le assenze per malattia si
protraggono per oltre cinque giorni, gli alunni sono riammessi in classe, solo
dietro presentazione del certificato del medico curante, dal quale si evinca
che trattasi di malattia non infettiva. Nel caso di malattie infettive è
necessario produrre certificazione dell'Ufficiale Sanitario che indichi
chiaramente:
- l'alunno può rientrare in aula senza
particolari accorgimenti per le attrezzature scolastiche ed i compagni di
scuola
- relazione
tecnico-sanitaria con indicazioni e direttive precise e dettagliate per le
attrezzature scolastiche ed i compagni di scuola;
f) durante l'intervallo delle lezioni, che è di quindici minuti, il
personale docente è tenuto a vigilare sul comportamento degli alunni in maniera
da evitare che si arrechi danno alle persone e alle cose;
g) al termine delle lezioni l'uscita degli alunni avviene per classi,
sotto la vigilanza del personale docente.
Norme per il buon
funzionamento delle scuole e la prevenzione degli incidenti:
II presente REGOLAMENTO, approvato con delibera n. 24 del 26/10/2007 ha
effetto immediato.
Fatte salve le disposizioni di legge
e ministeriali, il Consiglio di Circolo può sopprimere o istituire nuovi
articoli solo con il parere favorevole, espresso con votazione a scrutinio
segreto, dei due terzi dei componenti il Consiglio stesso.